; C. Promis, Gli architetti e l'architettura presso i Romani, in Memorie della R. Accademia delle scienze di Torino, s. 2ª, XXVII; E. De Ruggiero, Dizion. 9. Da un lato l'opera dei maestri che anticipa i tempi nella ricerca di nobili e grandi espressioni veramente classiche nel sentimento di dignità e di proporzione; dall'altro quella del minuto popolo dell'arte che riveste schemi architettonici ancora ibridi, o addirittura in ritardo, con una mirabile ornamentazione in rilievi eleganti e sottili. Nel valutarla bisogna, anche qui, tener conto della grande disparità esistente tra le molte persone che, a ragione o a torto, erano qualificate architetti. L'architetto è considerato come la persona di fiducia del cliente, non solo nella redazione dei progetti, nella direzione dei lavori e nelle operazioni a queste accessorie, ma altresì nei rapporti amministrativi. In Francia l'istruzione per gli allievi architetti si dà quasi esclusivamente nelle sezioni d'architettura delle Écoles nationales des beaux arts, cioè l'École centrale di Parigi e le 9 scuole regionali da non molti anni istituite nei dipartimenti. A questa formazione non ancora bene ordinata (ché un nuovo ordine di studî non s'improvvisa) occorrerà portare maggiore unità, e anche occorrerà definirne meglio i rapporti col nuovo organismo d'insegnamento artistico, contemplato dalla grandiosa riforma del 1923. Di qui la necessità di provvedimenti speciali per sopperire ai bisogni nei momenti in cui questi d'un tratto tornavano a farsi sentire. chi, hit, etto, archi, tetto. Ciò prova come anche nelle regioni mesopotamiche l'onore delle statue non fosse insolito per questi nobili professionisti. Non è possibile, quindi, pensare che non fossero tenuti nella più alta estimazione quei cittadini che (giusta la ricordata testimonianza di Vitruvio) furono grandi architetti, e quegli altri che vennero successivamente creando quelle grandi opere dell'architettura romana che, pur essendo rimaste per la maggior parte anonime, attestano tuttavia del genio costruttivo dei loro autori. (f. -a) Chi predispone i progetti per la costruzione di edifici e di opere d’architettura in genere, e ne dirige e amministra l’esecuzione;... architettare v. tr. : H. Brunn, Geschichte der griech. L'architetto nell'età medievale e moderna. Pare che non corra buon sangue tra l'architetto e l'ingegnere. L’immediatezza e la spontaneità dell’espressione dell’autore trovano in realtà una conferma nel significato etimologico della parola “architetto”, dal greco antico arkitecton, composta dai termini àrche (principio, primo, capo) e técton (creare, inventare, costruire) che richiama quindi al significato di “capo inventore” e, contemporaneamente, a quello di “capo costruttore”. E anche il lavoro collettivo ed anonimo delle maestranze ha ceduto il campo, almeno nelle opere maggiori, alla figura direttiva dell'architetto, con la libera collaborazione degli artefici nei particolari architettonici o decorativi. Anche quando muta il magister operis o il protomagister, o quando i comitati o le iniziative sporadiche sembrano sovrapporvisi, rimane l'unità data dall'opera d'un architetto che noi non più vediamo, o da un disegno o da un modello fondamentale. Come lavoravano gli antichi architetti? Si ha così l'architetto urbanista, che si occupa del grande tema dell'edilizia, l'architetto "degl'interni", che cura l'interiore conformazione e l'arredamento degli ambienti, e anche l'architetto paesista (architecte paysagiste o landscape architect), che ha per tema lo studio delle ville e della conformazione semplice degli edifici campestri. La decorazione scultoria perde ogni valore in confronto della forma architettonica, e questa è dominata dal senso della proporzione perfetta. Il cognome Michielotto deriva dalla cognomizzazione del nome comune Michele, molto usato e venerato nel Medioevo perche considerato il principe degli arcangeli o Santo combattente nel cristianesimo. È certo che una legge vietava che sugli edifici s'inscrivessero altri nomi che non fossero del principe o di chi avesse fatto le spese; e questa è forse la principale ragione per cui i nomi degli architetti romani ci sono quasi completamente sconosciuti. nel 2008), con status di città autonoma, che si estende dai confini con l’Estonia e con la Finlandia fino alle rive del Lago Onega. Etimologia. Rispetto, poi, al mondo romano, è sembrato che si presentasse una certa analogia con quello che si credeva degli architetti assiri e babilonesi, ma che, come si è visto, non è esatto. ἀρχιτέκτων, letteralmente "capocostruttore"). Artefice. Ed ecco, in rispondenza a queste cause che dànno alla produzione carattere individuale e compatto, l'architettura divenire unitaria e regolare, perdere l'aspetto regionale per elevarsi a stile nazionale, che presto invaderà il mondo con una diffusione meravigliosamente prepotente. È vero altresì che l'uso di determinati mezzi tecnici finì per stabilire particolari tradizioni costruttive, che contraddistinguono nettamente l'architettura romana dalle altre architetture antiche (e quindi anche dalla greca): notevolissima quella del conglomerato cementizio, che permette la formazione del monolito artificiale o a concrezione, il quale a sua volta consente straordinarî sviluppi di determinati elementi architettonici, come la vòlta. Ma va rilevato che nei tempi precedenti, quando l'attività edilizia era in rapporto con la maggiore prosperità dell'impero, e la professione di architetto era molto rimunerativa, i giovani vi si dedicavano spontaneamente. La città di Brasilia è stata progettata dal famoso architetto ed urbanista Oscar Niemeyer. Renzo Piano è il più grande architetto italiano; Filippo Brunelleschi fu un geniale architetto perché progetto la cupola del duomo di Firenze La "divina proporzione", le leggi del ritmo architettonico sono ricercate dai teorici del tempo, sia con l'interpretare e volgarizzare le formule di Vitruvio per gli ordini architettonici, sia col trarre rapporti armonici dalla quadratura di figure e di oggetti; e rappresenta la vera caratteristica di questo periodo in cui si delinea alfine l'architetto moderno. Mommsen, Handbuch der röm Alterthümer, VII, i, p. 894 segg. architetto (język włoski) wymowa: Intorno a loro, come si è detto, sono gli architetti minori e i costruttori e le maestranze, e ne deriva nell'architettura del Quattrocento uno sdoppiamento singolare. Informazioni utili online sulla parola italiana «architetto», il significato, curiosità, forma del verbo «architettare» associazioni, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. : Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architetti, ed. Egli riassume in sé tutta la competenza artistica e tecnica e studia l'opera in tutti i suoi particolari e a sé subordina tutta l'esecuzione dei lavori; compensato spesso lautamente con stipendî regolari o con beneficî (Bramante ad esempio era frate del piombo, cioè godeva di prebende sui bolli nella Curia pontificia), capo di una schiera, non più di artefici, ma di aiutanti di studio che lo coadiuvano nei disegni e nelle misure. E, d'altro canto, non c'è ragione di supporre che l'ufficio escludesse l'arte. Non è a credere che in condizioni identiche si trovassero gli architetti negl'imperi assiro e babilonese; ma certo si esagera quando si pensa che non fossero tenuti in alcun conto e venissero addirittura defraudati di ogni riconoscimento di merito, e che tutto questo fosse attribuito ai sovrani che ordinavano le opere. Significato Labirinto. IX; J. Burckhardt, Geschichte der Renaissance in Italien, 4ª ed., Stoccarda 1904, cap. Grande responsabilità, ma al tempo stesso grande autorità, importava il titolo di architetto del re. 9-16; G. Cozzo, Ingegneria romana, Roma 1928, passim. enologìa s. f. [comp. architetto [ar-chi-tét-to] s.m. Esiste un diploma, obbligatorio per gli architetti funzionarî dello stato. Naturalmente, adeguate al valore e alle capacità individuali, e anche alle attitudini a sapersi fare avanti, non possono non essere state le rispettive condizioni economiche, in quanto dipendenti dai proventi dell'esercizio professionale. Da Architetto. Periodo di storia della civiltà che ebbe inizio in Italia con caratteristiche già abbastanza precise intorno alla metà del 14° sec. Di taluno di essi, come Raimondo di Tolosa, egli ricorda l'alta considerazione in cui era tenuto, di altri i privilegi goduti; dal noto taccuino di Villard de Honnecourt trae la dimostrazione di una perizia disegnativa e di un'alta cultura; e ricorda l'esistenza di veri uffici di disegno e di preparazione tecnica annessi alle grandi fabbriche. L'esempio di Vitruvio, che era stato avviato alla professione di architetto prima che servisse nella milizia, è molto istruttivo in proposito. A questa più vasta attività, a questo travaglio che preannunzia il pensiero moderno deve corrispondere una maggior preparazione di quella ottenuta fino allora col pratico tirocinio innestato sopra una cultura generale; e comincia l'insegnamento positivo nella scuola, che riprende il suo posto nella formazione degli architetti col progredire dei concetti scientifici. Contenute all'inverso: cra. Se è vero, dunque, che l'architettura romana di stato fosse un ufficio, difficilmente si può supporre che non vi fosse addetto un personale stabile, se non di diritto per lo meno di fatto. ARCHITÈCTUS dal gr. Di pari passo con la definizione degli studî si sta avviando in Italia quella del titolo e della carriera professionale, l'uno e l'altra finora incerte e confuse. Porgere qualche lume alla del sovrano Architetto. Il Contest è aperto a tutte le classi delle scuole secondarie di I° e II° grado della Regione Veneto. medievale e la sua specifica appartenenza al campo dell'attività intellettuale, analogamente a quanto avvenne per gli altri 'produttori' di opere figurative, non furono riconosciute sul piano teorico se non verso la fine del Medioevo. Künstler, 2ª ed., II, Stoccarda 1889, p. 216 segg. 1 Chi progetta una costruzione e ne dirige la realizzazione || Laureato in architettura, abilitato a esercitare 2 estens. : architetti) (professione) (architettura) professionista laureato in architettura, abilitato a predisporre progetti dell'ambiente costruito. Fino a pochi anni or sono, seguendo l'illogica scissione degli elementi architettonici, l'architettura s'insegnava unilateralmente dal punto di vista tecnico oppure da quello artistico. Enciclopedia Italiana (1929). Monumenti mirabilmente organici, come le cattedrali di Reims e di Salisburgo, non sono quindi risultato quasi fortuito d'una produzione collettiva di artefici illetterati, ma opera individuale di un cervello maestro che unisce la scienza e l'esperienza, la concezione costruttiva e quella artistica. Scopri i sinonimi e contrari del termine architettura Alcunché di analogo si è congetturato rispetto alla Grecia, ove un surrogato di scuola per i giovani architetti sarebbero stati i templi. ; J. P. Waltzing, Étude historique sur les corporations professionnelles chez les Romains, Lovanio 1895. ; C. Merkel, Die Ingenieurtechnik im Altertum, Berlino 1889, p. 596 segg. L'autonomia della figura e della funzione professionale dell'a. fr., II, 6; Plut., An vitios. Archi) e TÈK-TON architétto lat. Tale carattere aristocratico e accentratore dell'architetto prosegue nei due secoli successivi ed acquista il più elevato grado coi nomi del Bernini, del Borromini, del Buontalenti, del Fanzaga, dello Iuvara, del Vanvitelli, del Fuga; e, fuori d'Italia, del Mansart, del Hardouin, del Wreen e dei tanti architetti italiani che hanno affermato oltr'alpe la nostra architettura con una unità stilistica tutta italiana nuovamente raggiunta dopo tanti secoli.